Blog satirico di antropologia politica


23 Agosto 2021

La crocifissione della verdine

“È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”, furono le parole di Gesù che tutti conosciamo, eppure nei secoli si sono succedute schiere di credenti molto ricchi, tutti convinti che nel paradiso ci fosse un posto anche per loro. Oggi lo slogan dovrebbe suonare così: “È più facile che Greta diventi una turista spaziale, che un politico verde vinca le elezioni.”

Ho votato per la prima volta verde in Germania, negli anni settanta, un neonato partitino che a fatica riusciva ad esistere. Adesso i verdi si preparano a diventare forza di governo. La loro crescita è favorita più che da programmi convincenti, dalle continue notizie catastrofiche sui cambiamenti climatici. Essere verdi oggi va molto di moda. I vecchi partiti giurassici non hanno nessuna voglia di cambiare politica. Il loro unico e consolidato metro di misura è il consenso delle masse e la crescita del Pil. L’automobile è ancora l’indicatore del benessere per eccellenza e il mondo che si è creato intorno alla mobilità individuale deve essere protetto come un Santo Graal. Il carburante deve costare il meno possibile per poter correre liberi su infinite strade, belle e sicure. Le vacanze sono un diritto fondamentale di tutti i popoli evoluti e un pilastro fondamentale dell’economia globale. Tutti devono poter viaggiare in modalità low cost. Non si può negare a nessuno un fine settimana a Ibiza. I supermercati fanno tutti a gara a chi offre i prezzi più bassi perché questo argomento vince alla grande su qualsiasi altra considerazione da parte dei consumatori. Poter mangiare tanto di tutto e a prezzi bassi è un altro diritto basilare dell’uomo con la pancia piena. Ecco da qui i tre comandamenti fondamentali per vincere le elezioni: 1) Freie Fahrt für freie Bürger, ovvero guida libera per un popolo libero. 2) Urlaub über alles, ovvero le vacanze sono un diritto sacro che non deve essere ostacolato in nessun modo. 3) Difendere con ogni mezzo il prezzo più basso alla cassa del supermercato è il primo obbiettivo etico alimentare e di consumo in genere. I verdi tedeschi hanno avuto il coraggio di annunciare di voler aumentare il prezzo della benzina, di togliere spazi all’automobile e di limitare i voli low cost. Immediatamente sono stati crocifissi dal popolo intero. Eppure erano in ottima posizione per poter aspirare alla guida del governo. Sono stati ingenui. Hanno osato toccare l’automobile, l’idolo per eccellenza del popolo tedesco. Pensavano che la gente avrebbe compreso la necessità di limitare il turismo di massa per il bene del pianeta. è stato un altro grande errore. La parola più importante nel vocabolario tedesco è “Urlaub” ovvero “vacanza”. Pare che la vita lavorativa quotidiana sia solo una noiosa scocciatura per raggiungere il vero scopo della vita, fare tanto Urlaub, a prezzi bassi e in paesi lontani. E in Italia? Siamo sempre indietro rispetto ai popoli nordici. Infatti qui i verdi non esistono proprio. Gli italiani sono bravissimi a inventare slogan pubblicitari e così tutto il popolo si è riunito dietro il “green deal”, anche se nessuno ha capito cosa voglia dire. Per il resto rimane la solita invidia per le automobili tedesche, il prezzo basso della loro benzina e le infinite vacanze che loro si possono permettere. Sono sempre più convinto della catastrofica fine della nostra società, perché siamo in 10 miliardi a sognare consumi sfrenati e siamo tutti pronti alla guerra contro i profeti retrogradi ambientalisti.

L’idea del disegno sulla crocefissione della vergine è venuta stando seduto di domenica in riva al mare, guardando la parata di centinaia di motoscafi. Tutti sappiamo che questi mezzi inquinano molto e che il loro utilizzo è puramente ludico. Mi immaginavo allora un ipotetico politicante ambientalista all’ingresso del porto di Punta Ala che cercava di convincere i proprietari delle imbarcazioni a rinunciare al loro inutile e dannoso giocattolo. Sicuramente il poveraccio sarebbe stato immediatamente crocifisso da un folla infuriata. Il dilemma dei politici verdi è proprio questo, parlare di un futuro più sostenibile, è molto facile, tutt’altra faccenda è quella di governare e di incidere su abitudini e aspirazioni degli individui.

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